La svolta di Mister italiano: "Dalle medie alla maturità meno temi e più riassunti". Parla Luca Serianni, il linguista che guiderà la task force isti... continua >

«Povera lingua italiana, ma perchè l’Accademia della Crusca non interviene?». Un lettore scrive: «Ho condiviso l’opinione della signora Molino circa... continua >

“Un dialogo tra culture diverse Ecco il mio Mediterri – amo”. di Michele Manzotti. “Mi sembra importante sottolineare come questo progetto coinvolga... continua >

Maestre a disagio: «Italiano vietato negli asili tedeschi». Il diktat dell’Intendenza ha messo in crisi anche i docenti. Brugger: «La scuola mistilin... continua >

Il Punto. di Stefano Folli. Quel rosario di definizioni è l’unico risultato del Parlamento. Le alchimie nascoste dietro la maschera del latinorum. ... continua >

Sulla piattaforma Directv. Mediaset Italia sbarca negli Stati Uniti: una mossa da 17 milioni di spettatori. Dal prossimo 20 settembre il canale tv i... continua >

La lingua italiana non cresce più? Colpa dei troppi termini inglesi. Fabrizio De Angelis. L’invasione dei termini inglesi nella lingua parlata (e sc... continua >

«La lingua italiana ha salvato la politica, narrando l’indicibile» Merlo e il «Sillabario dei malintesi». Da «mignottocrazia» a «celodurismo». La rivo... continua >

La priorità dell’Italia nei negoziati sulla Brexit. di Sandro Gozi. Caro Direttore, mi sembra tanto necessario quanto importante fare chiarezza sui ... continua >

Italians. Ehi bsev, ti dico la mia sul linguaggio dei quotidiani online. risponde Beppe Severgnini. Caro Severgnini, sul tema che vorrei di nuovo t... continua >

Redakcio

Redakcio

URL del sito web:

L`avanzata del tedesco. E l`Italia protesta. [Ma l'ERA aveva parlato degli effetti "Engléxit" della Brexit subito]

 

L`avanzata del tedesco. E l`Italia protesta
Dopo il «distacco» di Londra Berlino vuole imporlo come terza lingua nella Ue (con l`aiuto di Juncker)
BRUXELLES. La Germania sta sfruttando l`uscita del Regno Unito dall`Ue per accelerare il suo antico tentativo di imporre il tedesco come lingua prioritaria delle attività comunitarie, insieme all`inglese e al francese. Finora l`avanzata era stata costante, ma molto lenta proprio per il predominio dell`inglese. E nonostante lettere perentorie di ministri di Berlino ai più influenti euroburocrati connazionali per far promuovere la lingua madre nelle attività Ue come ulteriore elemento di forza del Sistema Paese a Bruxelles.
Il presidente lussemburghese della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, aveva fatto intuire la situazione con un più frequente uso del tedesco(insieme al francese) e un minore ricorso all`inglese. Il suo portavoce greco Margaritis Schinas, appoggiato dal capo di gabinetto tedesco di Juncker, Martin Selmayr, - tutti e tre europopolari come la cancelliera Angela Merkel - ha ora annunciato una promozione stabile della lingua di Goethe perfino nella sala stampa della Commissione, che è un po` la «linea del Piave» per la difesa dell`italiano, dello spagnolo e delle altre lingue meno parlate dell`Ue (in quanto i circa mille giornalisti accreditati rappresentano i cittadini di tutti i 28 Paesi membri e di molte altre nazionalità). Riguarda le conferenze stampa dei commissari, quando dovrebbero essere solo in inglese, francese e nella lingua dell`intervistato.
Interpellato sull`argomento, il portavoce di Juncker ha confermato i tre regimi linguistici della sala stampa. «Inglese e francese per i confronti di Mezzogiorno - ha detto Schinas -. Quando abbiamo un commissario aggiungiamo la sua lingua. Nei giorni di riunione del collegio offriamo tutte le lingue». Gli è stato subito contestato che giovedì scorso, nelle conferenze stampa di due commissari, il tedesco è stato aggiunto a un britannico (Julien King) e a una svedese (Cecilia Malmstroem). Solo un attimo di imbarazzo. Poi il portavoce di Juncker ha sancito che, con i commissari, il tedesco va ormai considerato «un elemento stabile» come inglese e francese. Ha negato, però, che siano state le pressioni di Juncker/Selmayr e di leader tedeschi europopolari a influenzare la promozione. Stessa risposta la Commissione ha dato alla richiesta di chiarimenti della Delegazione diplomatica dell`Italia presso FU, guidata da Maurizio Massari.
Corriere della Sera, 9 settembre 2017, Ivo Caizzi
-------
I numeri
• L`inglese è la seconda lingua nella classifica delle più parlate al mondo dopo il cinese: i madrelingua sono 414 milioni
• Il francese è la nona lingua più parlata: le persone che la conoscono sono oltre 200 milioni, mentre i madrelingua 136 milioni
• Il tedesco ha 200 milioni di locutori totali ed è lingua ufficiale in 9 Paesi, compresa l`Italia (in due regioni)

Pagano a Gozi: No all'italiano ancora clandestino in Europa, bensì lingua di lavoro Ue.

Impugnazione dei bandi trilingue, consultazioni del popolo europeo “monopolinguistiche”, italiano lingua di lavoro dell’Unione europea.
Il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano chiede un incontro al Sottosegretario Gozi.
 
Di fronte ad un panorama europeo che vede il proseguirsi di del regime trilingue, con in prima posizione la lingua inglese seguita da francese e tedesco il segretario dell’Associazione Radicale Esperanto Giorgio Pagano chiede un incontro al sottosegretario Sandro Gozi.  “Ad oltre 1 anno dalla decisione degli inglesi di uscire dall’Ue, afferma Pagano,  l’Ufficio Europeo di Selezione del Personale (EPSO) continua a bandire concorsi linguisticamente anglocoloniali in cui “La lingua 2 deve essere l’inglese, il francese o il tedesco” 
Così come prosegue l’operato antidemocratico e linguisticamente discriminante dei cittadini europei non anglofoni da parte della Commissione. Essa ha infatti svolto, a partire dalla decisione referendaria dell’UK di uscire dall’Ue, 102 consultazioni dei popoli europei, di cui solo 22 sono nelle 24 lingue (quindi anche in italiano), 40 in francese e tedesco e 79 in inglese. Vale a dire che il 77,45 % delle consultazioni pubbliche è in quella lingua, l’inglese, destinata ad uscire dall’Ue assieme alla Gran Bretagna.  
Iniziative del governo italiano, auspica il segretario dell’ERA, che impugnino ogni bando linguisticamente discriminatorio, riconducano l’operato della Commissione al rispetto dei diritti linguistici, facciano opera di conoscenza sulle conseguenze linguistiche della Brexit.  
In questo quadro ci si augura che si possa perseguire fattivamente l’obiettivo di far diventare l’italiano lingua di lavoro, con le conseguenze positive, anche economiche, che questo comporterebbe per il nostro Paese: ossia l'assunzione di funzionari e personale europeo italofono, ma anche la fine della schiavitù linguistica degli italiani nel dover presentare i progetti europei in una delle 3 lingue di lavoro attuali o, peggio, esclusivamente in inglese, ossia nella lingua che, a marzo 2019, sarà quella di un Paese avversario (se mai è stato amico) dell’Ue. 
 
Alcuni dei passi più significativi della lettera:
[...] come avrai constatato la “sconfitta netta per i fautori del trilinguismo e un successo per l’italiano, che ora avrà la possibilità di essere scelto come seconda lingua tra le cinque più parlate nell’Unione”, come mi segnalavi nella precedente missiva, non c’è stata. Era solo tatticismo e, ad oltre un anno dalla decisione degli inglesi di uscire dall’Ue, l’Ufficio Europeo di Selezione del Personale (EPSO) continua a bandire concorsi linguisticamente anglocoloniali in cui “La lingua 2 deve essere l’inglese, il francese o il tedesco” e, come noterai, non in ordine alfabetico.Penso al Bando per “Amministratori e assistenti nel settore dell’edilizia e per Ingegneri per la gestione degli edifici” o a quello per “Traduttori di lingua tedesca, francese, italiana, neerlandese” (termine inesistente in italiano perché lo si chiama olandese) pubblicati rispettivamente nella C242 A del 27 luglio 2017 e nella C224 A del 13 luglio 2017. Insomma costoro intendono continuare a selezionare personale dipendente a cui si potranno dare “ordini” solo in inglese, francese e tedesco, 3 lingue tutte del Nord Europa. Confido che l’Italia impugni ogni singolo bando discriminatorio e che la “banda” del trilinguismo esca definitivamente sconfitta.A questo si aggiunge gravissimo, considerato che il Presidente Junker da tempo va dicendo che l’inglese è lingua in uscita nell’Unione europea, l’operato antidemocratico e linguisticamente discriminante dei cittadini europei non anglofoni da parte della Commissione. Essa ha svolto, a partire dalla decisione referendaria dell’UK di uscire dall’Ue, 102 consultazioni dei popoli europei: di esse solo 22 sono nelle 24 lingue (quindi anche in italiano),
40 in francese e tedesco e 79 in inglese. Vale a dire che il 77,45 % delle consultazioni pubbliche europee è nella lingua del Paese che ha sempre avversato l’Ue e che ora ci ha sbattuto definitivamente la porta in faccia per costruire “a Global Britain”.Noi che Europa vogliamo costruire? Non sarebbe opportuno, intanto, un minimamente sano multilinguismo e un altrettanto sano, quanto pragmatico, multilateralismo?Il disegno anglostatunitense di “imperialismo delle menti”, di dominazione linguistica perché, come ebbe a dire lo stesso Churchill giusto 74 anni fa, “Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento oggi”, vede di fatto nella Commissione europea un suo, più o meno consapevole, braccio armato.L’operato discriminatorio della Commissione non andrebbe quanto meno ricondotto ad un fare leale e attento ai diritti umani linguistici?Ci auguriamo di sì ma, riteniamo, che l’entità di questi gravi fatti discriminatori debba dare il via ad azioni concrete del Governo che mirino a far divenire quanto prima l’italiano lingua di lavoro europea.Avere l’italiano come lingua di lavoro comporterà – come certamente immaginerai - assunzioni di funzionari e personale europeo italofono, ma anche la fine della schiavitù linguistica degli italiani nel dover presentare i progetti europei nelle 3 lingue di lavoro attuali o, peggio, esclusivamente in inglese, ossia nella lingua che a marzo 2019 sarà quella di un Paese avversario (se mai è stato amico) dell’Ue. Riteniamo che da qui a marzo 2019, quando il Regno Unito uscirà definitivamente dall’Ue e sarà a tutti gli effetti un Paese terzo, il percorso debba essere ampliamente concluso. Ne convieni?Rimanendo nell’ambito dei diritti umani linguistici, l’On. Danuta Hübner, Presidente della Commissione per gli affari costituzionali del Parlamento Europeo, nel corso della sua Conferenza stampa a soli 3 giorni dalla decisione inglese di uscire dall’Ue, ha detto:È noto che l’inglese è una delle lingue ufficiali in quanto è stata notificata dal Regno Unito come lingua ufficiale, è anche lingua di lavoro che, di fatto, è dominante e abbiamo un Regolamento, ma attualmente si tratta di un articolato carente, che si basa sul Regolamento del 1958, e che dovrebbe essere cambiato ma all’unanimità, in cui si stabilisce che ogni Paese ha il diritto di notificare una sola lingua ufficiale. Gli irlandesi hanno notificato il gaelico, i maltesi hanno notificato la lingua maltese e, quindi, soltanto il Regno Unito ha notificato la lingua inglese. Se non ci sarà più il Regno Unito non ci sarà più l’inglese.Il fatto che su questo non ci siano dibattiti e discussioni è, in considerazione dell’obiettivo dell’italiano lingua di lavoro europea, assai preoccupante perché sintomo che ci si appresta a fare come se nulla fosse, il diritto non esistesse e la discriminazione linguistica pure, con la prospettiva di leggi e regolamenti piegati sempre ai più forti e ai loro servi o conniventi, contro gli interessi dei popoli, contro gli interessi del popolo italiano e della sua Costituzione a cui ciascun componente del Governo, peraltro, ha giurato di esercitare le proprie “funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”. Ma che interesse ha avuto la nazione italiana ad accettare la dominazione delle lingue del Nord Europa e dei loro popoli? Che interesse ha l’Italia nel non sollevare, magari insieme alla Spagna, la questione di pari lingue di lavoro tra Nord e Sud Europa? E, pertanto, con l’uscita di inglesi e inglese: francese e tedesco, italiano e spagnolo?Rammenterai come già nel primo incontro del 2014 ti demmo le cifre dell’assoggettamento italiano ed europeo all’anglofonia, quantificati da Lukács in almeno € 900 all’anno per ciascun europeo non lingua madre inglese ma, finora, nessuno ha quantificato - in termini economici, sociali e politici – i costi dell’inibito sviluppo ed integrazione dell’area Euro!A quanto benessere, e certo non solo economico, gli italiani ed europei della zona Euro hanno rinunciato? In cambio di cosa?Tale grave circostanza è stata messa in rilievo da Macron nella conferenza stampa dello scorso 29 agosto, affermando, in sintesi, che bisognava chiedere il permesso per riunirsi in quanto
Paesi della
zona Euro e che il motivo sostanziale è che ciò avrebbe indispettito anzitutto la Gran Bretagna. Certo possiamo immaginare che, attraverso il Regno Unito, ciò avrebbe indispettito anche gli USA, ai quali non avrebbe fatto piacere un’Europa di 340 milioni di persone davvero unita, forte e competitiva anche nei loro confronti, ma tant’è [...].

E la Lista Pannella ordinò: sgomberate! O vi sgombero io.

 

Cari compagni,
spiace che la Lista che fu di Marco Pannella, ora rappresentata da Maurizio Turco insieme a Laura Arconti, Rita Bernardini e Aurelio Candido, si sia in così breve tempo, dalla morte di Marco,  talmente snaturata da farci trovare nella bacheca del Partito radicale questo avviso relativamente all’ingresso e alla stanzetta allocati all’ERA in Comodato d’uso gratuito dal 2006:

Entro la mezzanotte del 14 giugno dovranno essere rimossi tutti i materiali presenti nelle due stanze entrando a sinistra del piano inferiore.
I materiali resteranno a disposizione per altri 5 giorni data entro la quale potranno essere ritirati da coloro che dimostreranno di esserne i legittimi proprietari e dietro il pagamento delle spese per la rimozione.
Il 20 giugno i materiali rimasti saranno inviati in discarica.

Per le leggi italiane, nessuno può arrogarsi il diritto di farsi, pur ritenendosi nel giusto, giustizia da sé: effettuare uno sgombero violento che ha l’effetto, lo scopo, di distruggere 30 anni di storia Radicale dell’ERA custoditi in quei locali, mandare tutto in discarica, comprese le migliaia di libri della Biblioteca della Nonviolenza. Curioso che, secondo quell’avviso, dopo che la Lista Pannella si appropria delle cose e della storia dell’ERA, dei nostri Archivi, dei libri della BdN, eccetera, chiederebbe a noi di dimostrarne la proprietà. Magari sarebbe logico e lecito il contrario: conoscere come la Lista Pannella ne sia entrata in possesso.

Poche righe, queste, in nome del diritto alla conoscenza per tutti. Affinché nessuno abbia a dire “non sapevo...” e ricordare che, nell’ultima Mozione congressuale, uno degli obiettivi è ribadire la scelta federalista e per gli Stati Uniti d'Europa, unica alternativa ai nazionalismi antifederalisti e alla deriva burocratica dell'Unione Europea”. Ebbene, come tutti sanno, il PRNTT di Marco Pannella dal 1993 ha declinato il suo essere federalista mondiale ed europeo differenziandosi da tutti gli altri partiti e movimenti federalisti con la questione della lingua federale che, negli ultimi anni, Marco aveva identificato con lo slogan “Lingua comune della specie umana”. Convinzione, questa di Pannella, tale da fargli affermare nel 2013:
«Ci vuole l’Esperanto, la lingua comune, essere parola che diventi diritto e, quindi, per noi libertari obbligo, non più dovere».

Firmato: 
Quelli delle “due stanze entrando a sinistra del piano inferiore”,
ossia dell’Associazione Radicale Esperanto.

Presidente, Daniela Giglioli
Segretario, Giorgio Pagano
Tesoriere, Lapo Orlandi 

 ​Alla Lista Pannella: Maurizio Turco, Laura Arconti, Rita Bernardini e Aurelio Candido
Alla Presidenza del PRNTT: Matteo Angioli, Angelo Bandinelli, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maurizio Bolognetti, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Deborah Cianfanelli, Maria Antonietta Farina Coscioni, Sergio D’Elia, Mariano Giustino, Giuseppe Rossodivita, Irene Testa, Maurizio Turco, Valter Vecellio, Elisabetta Zamparutti
Alle altre Associazioni Costituenti PRNTT: Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Certi Diritti, Non c'è pace senza giustizia, Nessuno Tocchi Caino, Radicali Italiani.
Alla TAS:  Cecilia Maria Angioletti

"Esperanto" Radikala Asocio


Associazione Radicale Esperanto
Esperanto Radical Association

Senza scopo di lucro dal  25 aprile 1987
O.N.L.U.S. dal 1998
Codice fiscale 97104360587
Organizzazione Non Governativa con statuto consultivo di categoria speciale, presso il Consiglio economico e sociale (Ecosoc) delle Nazioni Unite.
Conto corrente postale 60397007
Conto bancario presso Poste italiane IBAN:
IT07N0760103200000060397007
Associazione costituente del Partito Radicale
nonviolento, transnazionale e transpartito

Via di Torre Argentina 76 Roma 00186
Tel. 0668979797 fax 0623312033
Cell. 3275576333 Email scrivici[at]eraonlus.org

 

Bonifico sul conto con IBAN:
IT07N0760103200000060397007

Versamento tramite il classico
Bollettino postale:

Scaricalo da qui già precompilato