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"Il Libro del Giorno" - Blas Infante la forja de un indeal andaluz, di Juan Antonio Lacomba.

"Il Libro del Giorno" - Blas Infante la forja de un indeal andaluz, di Juan Antonio Lacomba.

Blas Infante la forja de un indeal andaluz (Blas Infante- la forgia di un ideale andaluso)

L'investigatore dell'andalusismo storico Juan Antonio Lacomba, sviluppa in questa opera una schematica descrizione della vita del leader e mentore intellettuale andalusista, Blas Infante e le caratteristiche dell'andalusismo, l'opera inteso come un'introduzione all'argomento, sia per la sconosciuta figura di Blas Infante sia per chiunque voglia iniziare lo studio dell’andalusismo. Giunto ad una bibliografia centrata nella socioeconomia e nel camo andaluso e in Blas Infante e il suo ideale, Lacomba è stata sostenuto dalla stampa dell'epoca con le testimonianze di colleghi Blas Infante.
I primi due capitoli del libro si concentrano nell'infanzia, nella gioventù e nel trasferimento a siviglia di Blas infante. Nato nel 1885, in piena restaurazione, blas infante crescerà in un periodo di rafforzamento borghese,cattivi raccolti e agitazioni sociali, di regressione economica e dell' aumento dei regionalismi e del movimento repubblicano. 

 

All'inizio del XX secolo, vicino all'ateneo di Siviglia, il regionalismo andaluso si va forgiando e Blas Infante acquisendo rilievo, lasciandosi influenzare dal pensiero georgista, che ha segnato la politica economica che proporrà. L'andalusismo cominciò a ramificarsi per la regione a partire dal 1916, con una precisa missione, ricostruire la storia dell'Andalusia, recuperare la sua cultura e definire la sua identità. Il pensiero georgista, il federalismo  ed elementi di conio catalano, perfino elementi anarchici, saranno adottati durante la fucina dell'ideale andaluso attraverso i Centri Andalusi e del Manifesto ed il Programma di1916.

Nei capitoli quattro e cinque si sviluppa la teoria e pratica dell'andalusismo e la lotta per l'autonomia. Il nazionalismo andaluso non è da intenderlo come separatista, in nessun momento lo fu, sebbene il messaggio di Blas Infante si radicalizzò per tutta la sua vita e l’andalusismo sperimentarono diverse tappe. E' un regionalismo integrante, che considera la nazione come un organismo composto da parti vive, le regioni,articolate armoniosamente, essendo la nazione il risultato sopraregionale.

Lo sviluppo della cultura e l'identità dei popoli della spagna e dell'individuo si riflette positivamente sulla rigenerazione della Spagna e dell'umanità. Come recita l'inno andaluso: "Sia per l'Andalusia libera,la Spagna e l'Umanità". Ma per raggiungere tali scopi bisogna accettare la pluralità spagnola e terminare con il centralismo “tirannico e rude”. Per il progresso dell'Andalusia era indispensabile finire con la fame, dalla riorientazione della politica economica, in concreto l'agraria, e con l'ignoranza. 

Durante la dittatura di Primo di Rivera il regionalismo si spegne per ripartire di nuovo con la proclamazione della seconda Repubblica nel 1931, concentrandosi nello sviluppo degli statuti d'autonomia. Blas Infante, contrario alla politica, non troverà quello che si aspettava e inoltre sarà attaccato dalla destra sivigliana nei suoi intenti per partecipare alla politica durante la II repubblica. La delusione di Blas Infante con la Repubblica, la politica e i politici aumentarono e si ramificarono con l’avvento delle elezioni del 1933, il cosiddetto Biennio Nero.  

Il libro si chiude con le ultime attività di Blas Infantes, la sua detenzione e il suo assassinio dopo l’inizio della Guerra Civile. Oltre a presentare una figura determinante nell’andalusismo e affascinante da studiare tanto per il suo ideale regionalista come per i suoi approcci economici in un periodo di crisi socioeconomica per la Spagna e per l’Andalusia, una delle regioni più sottosviluppate.

Con le parole di Emilio Lemos, fisiocrata andaluso e compagno di Blas Infante, lui era “un economista non un politico”. L’ideale di Blas infantes e le mete sociali, economiche e culturali che voleva raggiungere per la rigenerazione del popolo andaluso non sarebbero stati per nulla obsoleti, a grandi linee, nell’attuale Andalusia: un milione di disoccupati, la scarsa istruzione, senza un’alternativa seria e andalusista e un’identità andalusa poco sviluppata a livello globale e culturale questa rimane ridotta a folklore.

L’ignoranza sulla figura di Blas Infantes e la scarsa valorizzazione della sua importanza per il progresso dell’Andalusia e come padre della patria andalusa, più in là dell’ideologia anche se ha superato nell’attualità, per quello che sono stati frequenti gli insulti verso Blas Infante da parte della destra più reazionaria. Pertanto, proponiamo questo libro come un mezzo di avviamento allo studio dell’ andalusismo e alla conoscenza di Blas Infante. 

 

Juan Antonio Lacomba

Juan Antonio Lacomba, nato a Chella nel 1938, è laureato in filosofia e professore in storia. La passione per la storia proviene da Manuel Ballesteros, docente di storia, amico di suo padre, la cui casa era solito frequentare. Nel 1961 ottenne la laurea in Lettere e Filosofia e in seguito prese il dottorato in storia all’Università di Valenzia nel 1967 dove iniziò il suo mandato come professore all'istituto femminile di questa città. Fu in Andalusia dove Juan Antonio ottenne grandi risultati e riconoscimenti, inoltre aveva sempre avuto interesse per i movimenti regionalisti come il blanquismo promosso da Blasco Ibañez a Valenzia e è nell’andalusismo e nella figura di Blas Infante che lui trova la sua passione, un territorio “vergine” per gli storici. Così nel 1979 pubblica uno dei suoi libri di maggior successo: “Blas Infante, la forja de un ideal andaluz”, un opera di grande riconoscimento per la comunità storica. Nello stesso anno lasciò l’istituto del quale era direttore per prendere la cattedra di Storia Economica della facoltà di Economia dell’Università di Malaga.

Nel 1982, presta servizio alla direzione generale dei Beni Culturali con Rafael Escuredode, presidente del Consiglio anche se soltanto un anno dopo il suo incarico, secondo le sue parole la politica era una professione che occupa le 24 ore del giorno, preferisce tornare all’insegnamento. Lacomba è stato anche presidente dell'Ateneo di Malaga durante questo periodo di tempo. 6 Anni più tardi, nel 1989 ha diretto la lista del Partito Andalusista al Congresso dei Deputati ma non fu mai eletto, tornò alle sue classi di alunni, inoltre lo stesso anno fondò insieme ad alcuni militanti politici l'associazione culturale "Andalusia" di cui fu eletto Presidente, i quali obiettivi erano la difesa della lingua andalusa e del patrimonio storico.

L’anno seguente pubblica un altro dei suoi grandi lavori insieme a Gumersindo Ruiz, Una Historia del Banco Hipotecario de España (1872-1986)”. Nel 2006 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della medaglia di Andalusia nel corso di una manifestazione dove erano presenti: Soledad Becerril, Anne Hidalgo, David Bisbal, Fosforito, la Duchessa di Alba, Carlos Edmundo de Ory, José siero, Antonio Ramos, Isabel Archi, Fermin Cacho e José Bacino, con la partecipazione di Manuel Chaves e Felipe González tra tante altre celebrità. Juan Antonio ha continuato a tenere lezioni presso l'Università di Malaga in cui rimase fino al suo pensionamento, nel settembre del 2008. Juan Antonio ha pubblicato sedici libri e numerosi saggi e articoli, rimane una delle figure più importanti in Andalusia per il momento per quanto riguarda la storie e l’economia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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