Tutte queste polemiche sul numero chiuso. In evidenza

Tutte queste polemiche sul numero chiuso.

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Gentile bsev, università: tutte queste polemiche sul numero chiuso.

Caro BSev, università: sono contrario al numero chiuso e favorevole ad esami sbarramento al primo anno, come ai miei ormai lontani tempi: analisi 1, anatomia, diritto privato ti facevano capire subito se eri in grado di prendere la corrispondente laurea. Rimango però stupito che ci siano polemiche sul numero chiuso nelle facoltà umanistiche a Milano, quando da anni e senza alcuna polemica questo esiste in alcune di quelle tecnico-scientifico-medicali. Ma come? Si protesta se si mettono cancelli di ingresso a facoltà che danno poco accesso al lavoro e non si dice nulla se lo si fa in campi nei quali mancano laureati? La grande maggioranza dei laureati in materie umanistiche o non lavora o fa lavori non inerenti ai loro studi. Contemporaneamente alle aziende italiane mancano informatici, elettronici, ingegneri e ne dobbiamo assumere dall’estero, così come saremo costretti a fare nei prossimi anni per i medici per i quali nei prossimi anni il saldo tra neolaureati e pensionandi è negativo per 50.000 unità. E tanti giovani non hanno potuto fare il medico a causa del numero chiuso. L’università non è SOLO un centro dove si elabora e tramanda il sapere, ma anche un luogo dove si forniscono ai giovani le conoscenze necessarie per intraprendere un lavoro, si preparano le professionalità che servono allo sviluppo delle nostre aziende: dovrebbe essere il vero ascensore sociale. Non sarà giusto, ma oggi il mondo del lavoro dà più possibilità, ha più richieste, per le conoscenze tecnico-scientifiche che per quelle umanistiche e, per il futuro dei nostri nipoti, dovremmo prenderne atto. Questo vuol dire abolire le facoltà umanistiche? Certamente no: avremo sempre- e per fortuna- bisogno di letterati, filosofi, archeologi, legali: la vita non è solo tecnologia. Ma ne abbiamo bisogno un po’ di meno di quanti le nostre università ne producono e sarebbe più giusto ed utile consentire e spingere all’ingresso a quelle che maggiormente danno possibilità di lavoro. Saluti,
Riccardo Rossi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
(Da italians.corriere.it/, 4/9/2017).

 

 

Ultima modifica ilMartedì, 05 Settembre 2017 18:15
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