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L'EXECUTIVE SUMMARY del Governo al Parlamento ci porta alla seconda fase dell'assimilazione. In evidenza

L'EXECUTIVE SUMMARY del Governo al Parlamento ci porta alla seconda fase dell'assimilazione.

L'EXECUTIVE SUMMARY del Governo italiano al Parlamento italiano ci porta alla seconda fase dell'assimilazione.
Nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

Faceva, e fa, un certo effetto aprire la Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2015 trasmessa al Parlamento italiano dal Governo italiano il 2 marzo e leggere, subito dopo il titolo, a caratteri cubitali e più grandi del titolo stesso nonché in uno sgargiante arancione, un inglesismo: "EXECUTIVE SUMMARY" .
Si poteva chiamare Presentazione, Sommario, Introduzione, Sintesi, Compendio, o anche Sunto, in sole 5 lettere e con una sola parola anziché due.  
Invece si è ricorsi ad un inglesismo inutile e spocchioso di chi, solitamente, vuole dare fumo negli occhi o far notare che lui è "avanti", un inglesorum senza senso degno di un Alberto Sordi in "Un americano a Roma" ossia di chi è, in realtà, rimasto sentimentalmente congelato nel 1954. Se le competenze linguistiche in inglese nei nostri Servizi di sicurezza, fossero state veramente "avanti" e non infantilmente imitative, certo non si sarebbero fatti cogliere in fallo dagli omologhi statunitensi che, con tutta tranquillità, intercettavano (intercettano ancora?) persino i nostri capi di governo. I nostri politici non comprendono che è la capacità e qualità organizzativa e innovativa statunitense che va studiata, adattata alle peculiarità europee per poi, magari, tentarne il sorpasso.
Ma il governo dell'inglesorum, nella sua Relazione, non si ferma all' EXECUTIVE SUMMARY, a pagina 1 troviamo "spin-off della globalizzazione" e "efficaci forme di information sharing" - pretendere la si chiami semplicemente "condivisione delle informazioni" o qualcosa di simile sarebbe troppo - . A pagina 2 c'è poi uno splendido "In chiusura, il consueto outlook sul “dove andiamo” - parlare di "sguardo" od "occhiata" sarebbe troppo - e, ancora, "agli scenari di rischio ad essi associati: foreign fighters, returnees e commuters, nonchè commandos - sì il nonché ha l'accento al contrario - ; eppoi c'è "il primo focus è riservato al contesto libico" mentre a pagina 3 abbiamo un "elevato know-how". Per quanto riguarda, invece, la pagina 4 abbiamo come "trend rilevati" un "Tavolo Tecnico Cyber".

sicurezza vimeoC'è poi un'altra cosa che, a proposito di Sicurezza nazionale, stupisce ed inquieta: una sezione video di informazione sulla sicurezza italiana su Vimeo, azienda statunitense con sede a New York di proprietà dello IAC/InterActiveCorp. 
Dopo tutto quel che ci ha spiegato e mostrato Edward Snowden, cablogrammi alla mano, sullo spionaggio, anche industriale, della National Security Agency statunitense nei confronti degli Alleati, c'è qualcuno, l'utente aziendale 18906687, che da due anni paga alla Vimeo 199 dollari l'anno per avere attualmente 29 video che parlano di come funziona il "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica" e di cosa dicono i dirigenti di tale Sistema, su macchine statunitensi e con puntamento diretto al sito sicurezzanazionale.gov.it che, ovviamente, è anche in inglese.
Ma un sito sulla sicurezza di una comunità non dovrebbe essere esclusivamente nella lingua di quella comunità? Io ritengo fermamente di sì. Che almeno si faccia lo sforzo di apprendere la lingua di quella comunità per conoscere come essa ha organizzato la propria sicurezza!

L'arrivo in massiccia dose e in così eclatante posizione di anglicismi in documenti ufficiali persino della sicurezza nazionale, insieme all'imposizione massiccia del solo inglese fin dalla prima elementare da pare del governo, ci fa capire chiaramente che l'Italia è stata fatta entrata nella seconda, e penultima, fase dell'assimilazione anglofona: quella del perseguimento del bilinguismo, più o meno coatto. Se qualcuno non cercherà politicamente di correre immediatamente ai ripari, ci sarà laterza e ultima fase, in cui la generazione più giovane s'identificherà sempre di più con la lingua inglese, trovando l'italiano sempre meno rilevante. Accompagnando ciò con un sentimento di vergogna nell'usare la lingua italiana, sia da parte dei genitori, che faranno in modo d'anticipare alle materne la colonizzazione linguistica delle menti dei loro figli, sia da parte dei figli stessi.
Mano a mano quelle famiglie che continueranno ad usare esclusivamente la lingua italiana scopriranno che ci sono meno famiglie interessate a parlarla, e il suo utilizzo diventerà ripiegato su se stesso ed idiosincratico, risultando di fatto ormai un dialetto. Nell'arco di una generazione, a volte nell'arco di un decennio, un bilinguismo all'interno di una famiglia può scivolare in un semilinguismo cosciente di sé, e di là in un monolinguismo esclusivamente inglese.

Video

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16-05-2017

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