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CETA, conto alla rovescia: telefona al parlamentare europeo! In evidenza

CETA, conto alla rovescia: telefona al parlamentare europeo!

Telefonare ai vostri Membri del Parlamento Europeo (MPE) per parlare del CETA, il Trattato sul libero scambio UE-Canada, è probabilmente il modo più efficace per convincerli a votare contro questo pericoloso accordo il 1 febbraio 2017. Tuttavia, se non l’avete mai fatto prima d’ora, potrebbe preoccuparvi l’idea di parlare con un professionista della politica su un argomento così complesso.

Non preoccupatevi, non è necessario essere esperti. È un vostro diritto di cittadini sapere in che modo il vostro rappresentante eletto intenda votare. Questa guida è stata pensata per fornirvi alcuni consigli.

Quale Parlamentare Europeo devo chiamare?

In linea di principio, tutti e 751 i Membri del Parlamento Europeo devono rappresentare tutti i cittadini dell’UE. E tutti loro hanno diritto di voto nella votazione finale sul CETA. Naturalmente vi ascolteranno più volentieri se pensano che il vostro voto conti per il loro partito alle prossime elezioni, pertanto, se vivete nel Regno Unito, o in Francia, sarebbe meglio se contattaste il MPE eletto nella regione in cui votate. In altri paesi, potreste contattare quelli che hanno gli uffici del loro collegio elettorale vicino a voi.

Immettendo il vostro codice postale QUI, potrete vedere quali sono i MPE del vostro territorio che non hanno ancora formulato la loro dichiarazione di voto sul CETA. Facendo clic sull’icona “info” accanto ai loro nomi potrete visualizzare i loro numeri di telefono, uno per Bruxelles (se esiste) e uno dell’ufficio del loro collegio elettorale.

Consiglio generale

Se desiderate richiamare alla memoria gli argomenti più importanti contro il CETA prima di chiamare, avete molto materiale a disposizione:

  • Se non avete molto tempo, guardate la breve raccolta alla fine di questa guida.
  • Se desiderate approfondire alcuni dei più diffusi miti divulgati dai fautori del CETA (quelli che più verosimilmente sentirete anche al telefono), raccomandiamo l’eccellente pubblicazione del Corporate Europe Observatory, “The great CETA swindle” (disponibile in inglese, tedesco francese e bulgaro).
  • Se desiderate diventare davvero esperti sul CETA, leggete l’analisi degli esperti pubblicata da una coalizione di organizzazioni della società civile indipendenti “Making sense of CETA” (disponibile in inglese e tedesco)

Siate educati e rimanete voi stessi. Qualsiasi cosa accada, non dimenticate le regole base della cortesia e del buonsenso. Che siate in accordo o in disaccordo con la persona che vi risponderà, e indipendentemente dalla posizione di altri membri del suo gruppo politico, non date un’immagine negativa delle persone che stanno sostenendo la vostra stessa causa.

La maggior parte delle volte, parlerete con un assistente parlamentare, non direttamente con un MPE. Non è un problema: avviate la conversazione. Gli assistenti ricoprono un ruolo importante nello sviluppo delle posizioni dei MPE.

Se emerge una domanda per la quale non avete una risposta, non fatevi prendere dal panico. Nessuno si aspetta che siate esperti, ma solo cittadini impegnati. Dite al MPE che svolgerete ricerche per trovare la risposta e lo/la contatterete con ulteriori informazioni, e rivolgete la domanda a noi.

Non lasciatevi scoraggiare da sigle e concetti del gergo di Bruxelles: se non comprendete un termine o non avete familiarità con le procedure a cui si riferiscono, chiedete loro di spiegarveli.

Se non vi sentite ancora a vostro agio con gli argomenti, non rinunciate. Chiedete quale sia la posizione del MPE sull’argomento e perché.

Durante una telefonata, non esitate a offrirvi di richiamare con ulteriori informazioni, di incontrare il MPE, di inviare documentazione, riferimenti, etc.. A volte gli assistenti parlamentari vi chiederanno di inviare una mail. Non esitate a richiamare in un secondo momento per verificare che l’abbiano letta e per sapere che cosa ne pensino.

Telefonata

Il modo migliore per consegnare il vostro messaggio a un Membro del Parlamento Europo è discutere con lui/lei a voce. In questo modo, potrete regolare il vostro discorso sulle sue risposte ed esprimere la vostra grande preoccupazione sull’argomento per il quale lo/la state contattando. I MPE non ricevono molte chiamate dai cittadini, pertanto sono molto sensibili all’argomento.

Ecco un tipico esempio di conversazione:

  • VOI: Buongiorno, sono [vostro nome], sono un(a) cittadino/a europeo/a e chiamo dal/dall’/dalla [vostro paese], vorrei parlare con l’on. [Nome] del Parlamento Europeo, per favore.
  • ASSISTENTE: L’on. [Nome] non è disponibile, sono il/la suo/a assistente. Posso aiutarLa?
  • VOI: Ho sentito che il Parlamento Europeo voterà sull’accordo per il libero scambio UE-Canada CETA all’inizio di febbraio e desidero sapere se l’on. [Nome] ha intenzione di votare.
  • ASSISTENTE: Capisco. Abbiamo già ricevuto altre chiamate del genere. Non ho tempo, può inviare una mail?
  • VOI: Mi scusi, ma l’on. [Nome] è il rappresentante eletto di cittadini come me o avete tempo solo per i lobbisti? Ho già provato a inviare mail ai MPE a riguardo, ma ho ricevuto solo risposte automatiche. La questione è seria: il CETA minaccia i diritti dei cittadini, gli standard ambientali, la protezione dei consumatori e mette gli interessi delle grandi aziende al di sopra di quelli delle piccole imprese locali.
  • ASSISTENTE: Sappiamo che i nemici del libero scambio si sono dati da fare per diffondere queste accuse generiche, ma si basano su un’avversione generale alla globalizzazione e su paure irrazionali, non sulla realtà. L’isolazionismo non porta il progresso, dobbiamo invece regolamentare la globalizzazione. Il CETA è il miglio patto di scambio che l’UE abbia mai negoziato.
  • VOI: Il CETA è una lunga lista di quello che governi e parlamenti non possono più fare. Ad esempio, se desiderano combattere il cambiamento climatico. O l’ineguaglianza sociale. O regolamentare le banche. O annullare le privatizzazioni non riuscite. O combattere qualsiasi altro dei problemi pressanti del nostro tempo. E il CETA può obbligare i governi a pagare quando vogliono portare avanti politiche per le quali sono stati eletti dai loro cittadini. Questo è davvero il meglio che i MPE e l’UE sono in grado di ottenere per noi cittadini?
  • ASSISTENTE: Non è vero. Il CETA è un patto di scambio progressista. Comprende normative sui diritti dei lavoratori e sull’ambiente.
  • VOI: Contiene belle parole a riguardo, sì, ma nessuna sanzione se tali principi sono violati. I sindacati europei e canadesi hanno proposto un protocollo per rendere le regole sul lavoro del CETA applicabili, ma non è stato accettato. Perché quasi tutti i sindacati come la European Trade Union Confederation (ETUC) e le organizzazioni ambientaliste vi chiedono di votare contro il CETA, se è straordinario come dite? In che modo possiamo implementare l’Accordo per il cambiamento climatico di Parigi se chi inquina può citare in giudizio gli Stati se fanno passare leggi per eliminare i carburanti sporchi e pericolosi come carbone e nucleare?
  • ASSISTENTE: Non si preoccupi. Conosciamo questi problemi e i nostri MPE hanno obbligato la Commissione ad aggiungere ulteriori dichiarazioni al CETA che assicureranno che importanti risultati raggiunti in Europa come il principio di precauzione e il diritto di legiferare rimangano inviolati.
  • VOI: Sa che nessuna di queste dichiarazioni impedirà agli investitori Canadesi di citare in giudizio i legislatori europei? In teoria i nostri parlamenti possono ancora legiferare, ma la taglia imposta sulle leggi che proteggono noi cittadini sarà così alta che non oseranno nemmeno provare. Quale comune deciderà di rimettere servizi privatizzati per l’acqua, l’educazione, la salute o il welfare nelle mani pubbliche se il rischio è quello di essere citati in giudizio dagli investitori per l’esproprio? È così che i meccanismi di composizione delle controversie investitore-stato sono utilizzati in tutto il mondo e il sistema dell’investor court system (ICS) nel CETA creerà esattamente la stessa possibilità.
  • ASSISTENTE: No, il CETA ha un nuovissimo sistema di composizione delle dispute, con un tribunale indipendente. Vuole mantenere i vecchi sistemi ISDS di centinaia di accordi commerciali bilaterali?
  • VOI: Come cittadino, non ho tribunali speciali per citare in giudizio investitori esteri quando mi vendono prodotti o servizi pericolosi. Nemmeno le aziende nazionali possono farlo e neanche il mio governo. Perché dobbiamo offrire tali privilegi agli investitori? Sia l’UE che il Canada hanno sistemi giuridici funzionanti. Può indicare un singolo caso in cui un investitore canadese sia stato trattato in modo non equo da un tribunale europeo?
  • ASSISTENTE: Sa che i pareri a riguardo sono discordanti. Questo accordo è il risultato di 6 anni di trattative, dobbiamo accettare qualche compromesso su alcuni punti. Stiamo discutendo ampiamente questo argomento nel nostro gruppo, abbiamo tenuto numerose audizioni e diversi dibattiti nel Parlamento Europeo.
  • VOI: La versione finale del CETA è disponibile dallo scorso marzo e i punti problematici sono stati affrontati da esperti indipendenti da allora. Le dichiarazioni aggiuntive sono state pubblicate a fine ottobre, pertanto l’on. [Nome] ha avuto tutto il tempo di formarsi un’opinione. Può discutere i problemi fondamentali che ho appena menzionato con lui/lei e farmi sapere cosa ne pensa? Posso inviare ulteriore materiale di riferimento dove tutto questo è spiegato nel dettaglio.
  • ASSISTENTE: Ok, lo riferirò all’on. [Nome] e vedremo che cosa ne pensa.
  • VOI: La ringrazio per avermi ascoltato. Spero di risentirvi presto. Il mio numero di telefono è [vostro numero di telefono] e il mio indirizzo e-mail è [vostra mail]. Buona giornata.

Com’è andata la vostra telefonata? Vi è piaciuta? Raccontateci la vostra esperienza: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Avete sentito di essere in grado di fare la differenza? Ritenete di poter migliorare? Allora è tempo di chiamare il prossimo MPE!

Argomenti

Abbiamo raccolto una selezione dei problemi più pressanti in riferimento al CETA. Non dovete necessariamente utilizzarli tutti in una telefonata, scegliete solo quelli che vi preoccupano di più.

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Democrazia

Il CETA è un trattato post-democratico. Esso rafforza gli interessi particolari della grande industria e indebolisce la democrazia, allontanando ancora di più l’UE dai cittadini e dalle cittadine e rinforzando le tendenze che hanno già portato alla Brexit o all’elezione e al consolidamento di governi esplicitamente anti-europeisti in Ungheria o Polonia.

  • Il CETA è stato discusso in segreto. Gli obiettivi dei negoziati della Commissione Europea sono stati sanciti nel 2008 dai governi degli Stati Membri UE. Anche questo documento era segreto, fino a che nel 2015 non è stato portato a conoscenza di tutti da parte della società civile.
  • I parlamentari possono solo dire Sì o No al CETA, tuttavia si impegnano, così, a trasformare in diritto applicabile le 2270 pagine del trattato. L’accordo in materia di CETA è al contempo una decisione sulla tutela dei dati, sui brevetti sui farmaci, sulle dogane, sull’imposizione di licenze sulle sementi e molto altro. Mai prima d’ora il Parlamento europeo aveva esaminato regolamenti di portata così ampia con una procedura parlamentare così breve e superficiale.
  • Il CETA garantisce diritti speciali alle aziende operative a livello internazionale. Il capitolo 8 consente agli investitori del Canada di richiedere risarcimenti danni all’Unione Europea e ai relativi Stati Membri se nuovi regolamenti riducono i loro introiti e il valore dei loro investimenti. Nessuna azienda locale può godere degli stessi diritti. La protezione dall'”esproprio indiretto” va evidentemente oltre la protezione dall’esproprio e la tutela del legittimo affidamento nell’ambito del diritto nazionale. Il “Diritto di legiferare” menzionato nel capitolo 8 e nelle dichiarazioni non ha alcun influsso su ciò: le richieste di risarcimento danni saranno comunque possibili. Attraverso filiali in Canada, anche oltre 42.000 aziende statunitensi potrebbero intentare azioni legali.
  • Il CETA offre ai lobbisti una corsia preferenziale rispetto ai rappresentanti del Parlamento europeo. Le regole sulla cooperazione normativa (capitoli 25-27) rappresentano il campo ideale per i lobbisti per influenzare il testo delle bozze di leggi europee ancora prima che queste possono raggiungere il Parlamento Europeo. La partecipazione del Parlamento europeo, della rappresentanza dei cittadini eletta, non è prevista.
  • Il CETA limita il legislatore. In numerosi punti il CETA prende posizioni molto concrete, che esulano di molto dalla classica politica commerciale. Se in futuro l’UE, gli Stati Membri o i Comuni desidereranno cambiare le regole definite all’interno del CETA, sarà necessario il consenso del governo federale canadese. I parlamentari perderanno in questo modo raggio d’azione e i cittadini perderanno parte della loro capacità di influenzare la politica attraverso le elezioni.

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Agricoltura

In tutta Europa vi è una forte pressione sulle aziende agricole, e soprattutto su quelle che si occupano di agricoltura sostenibile. Un numero sempre maggiore di imprenditori rinuncia e l’industria fagocita sempre di più l’agricoltura. Il CETA distrugge il paesaggio agricolo e accelera l’industrializzazione dell’agricoltura.

  • Il CETA apre il mercato alla carne economica. Attraverso il CETA, le quote di importazione non soggette a dogana per la carne di maiale aumenteranno nell’UE di 11 volte e di 15 volte per la carne di manzo. In media, il prezzo della carne di maiale in Canada nel periodo 2005-2015 era inferiore del 28,4% rispetto a quello dell’UE e per la carne di manzo del 16,2%.1 In questo modo le aziende europee non hanno alcuna chance. Inoltre nel contratto non sono presenti regole vincolanti sulla tutela degli animali. Mentre nell’UE tutti devono attenersi alle stesse regole, il CETA minaccia di imporre una concorrenza in condizioni di disparità.
  • Il CETA rafforza l’industria delle sementi a danno dei coltivatori. Numerose aziende agricole in Europa utilizzano proprie sementi per le colture di cereali. Per aziende come la Monsanto questa è una spina nel fianco, in quanto vorrebbero ricevere ogni anno diritti di licenza. Tuttavia spetterebbe a esse dimostrare ai coltivatori che stanno utilizzando sementi soggette a licenza. L’articolo 20.36 del CETA regala loro quello che da decenni la EuGH vieta: un ritorno all’onere della prova. In futuro i coltivatori dovranno dimostrare che le loro sementi non sono soggette a licenza oppure dovranno pagare.
  • Il CETA porterà più ingegneria genetica in Europa. Il Canada è uno dei principali promotori dell’ingegneria genetica in tutto il mondo. L’art. 25.2, par. 2 del CETA indica esplicitamente la “Riduzione degli effetti pregiudizievoli sul commercio della regolamentazione nell’ambito dei prodotti delle biotecnologie” come uno degli obiettivi del trattato. Ciò può significare solo che l’UE ammetterà un numero maggiore di piante geneticamente modificate.

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Diritti dei lavoratori

Lo stato sociale di matrice europea deve il suo successo ai diritti di codecisione e alla sicurezza sociale che garantisce ai lavoratori. Con il CETA, i loro interessi saranno calpestati.

  • Maggiore concorrenza senza regole comuni. Il libero scambio porta spesso in tutto il mondo a una gara per salari più bassi, orari di lavoro più lunghi e ridotte prestazioni sociali. Per evitare ciò, sono necessarie regole chiare contro il dumping sociale, dei salari e delle imposte, ma il CETA non le prevede. Esiste invece un capitolo sul commercio e sul lavoro (capitolo 23) che contiene molte belle parole, tuttavia in caso di infrazione sono previsti solo discorsi, nessuna sanzione.
  • Le aziende si avvalgono dei tribunali arbitrali per aggirare i diritti sociali. I diritti speciali per gli investitori, come l’ICS nel CETA, aumentano le possibilità per le grandi aziende di far prevalere i propri interessi. Così l’azienda francese Veolia intenta un’azione legale contro lo Stato egiziano per richiedere un risarcimento per l’introduzione del salario minimo. In questo modo sarà sempre più difficile combattere per ottenere regole migliori per i lavoratori.
  • Il CETA annienta i posti di lavoro. Le previsioni economiche parlano, nel migliore dei casi, di una lieve ripresa dell’occupazione pari a meno dello 0,02% nel corso di 10 anni. Un numero inferiore di studi positivi parla della perdita di oltre 200.000 posti di lavoro nell’UE. Non tutti coloro che oggi producono salsicce saranno domani in grado di esportare lavori edili. Le previsioni parlano pertanto di un aumento della disoccupazione di lunga durata.
  • Ridistribuzione dal basso verso l’alto. Il CETA ha gioco facile nel modificare la distribuzione funzionale dei redditi nell’UE. Le previsioni economiche affermano che la percentuale relativa dei detentori di capitali aumenterà dello 0,66%. La percentuale di ricchezza prodotta per i lavoratori diminuirà in modo corrispondente.

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Tutela dell’ambiente e dei consumatori

In quanto consumatori, vogliamo essere sicuri che i prodotti da noi acquistati siano sicuri. Non vogliamo essere le cavie dell’industria, né vogliamo che il nostro ambiente sia avvelenato. Per questo motivo in Europa vige il principio di precauzione, che però per l’industria è troppo restrittivo. Il CETA è un attacco al principio di precauzione e un pericolo per i nostri diritti di consumatori.

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Interessi dei Comuni

I Comuni europei, che negli ultimi decenni hanno privatizzato i loro servizi pubblici, hanno avuto perlopiù pessime esperienze. Quando è possibile, sono sempre più numerosi i Comuni che vogliono annullare questa decisione, tuttavia la maggior parte dei governi europei e la commissione UE si attengono al dogma secondo cui le aziende private che perseguono i profitti sono migliori. Il CETA limita il raggio d’azione dei Comuni e supporta la privatizzazione dei servizi pubblici.

  • Il capitolo sugli investimenti vale anche per i Comuni. A richiesta del Parlamento Europeo, la commissione UE ha dovuto ammettere che potrebbero verificarsi casi in cui i Comuni potranno essere trascinati nei tribunali arbitrali per gli investimenti. Dalla zona nordamericana di libero commercio NAFTA arrivano esempi spaventosi, e il Comune messicano di Guadalcázar è stato condannato a pagare 16,7 milioni di dollari di risarcimento danni perché non ha approvato una discarica di rifiuti speciali per proteggere le falde acquifere.
  • Il CETA amplia e consolida gli obblighi di bandi di gara. Il CETA apre il mercato a bandi pubblici per le aziende canadesi. Attraverso la definizione delle soglie per i bandi internazionali negli allegati al capitolo 19, diventa difficile ridurle di nuovo, perché implicherebbero la corresponsione di un risarcimento al Canada. Il CETA obbliga i Comuni, nel caso dei bandi pubblici, a scegliere sempre l’offerta più conveniente e vieta requisiti qualitativi e condizioni per promuovere lo sviluppo locale.
  • Il CETA liberalizza tutti i servizi non esclusi. Mentre altri trattati commerciali si riferiscono solo ad ambiti economici esplicitamente menzionati (“Lista positiva”), il CETA impone le proprie regole a tutto ciò che non è esplicitamente escluso (“Lista negativa”). Inoltre, i servizi che oggi non sono ancora disponibili, rientreranno automaticamente nel trattato e non potranno essere affidati al settore pubblico.
  • Il CETA impedisce la revoca delle privatizzazioni. L’art. 8.4 (1) proibisce esplicitamente anche a livello locale di limitare il numero di aziende che esercitano un’attività economica, con “monopoli, fornitori con diritti di esclusiva o l’imposizione di una verifica della necessità economica “. Questo significa che la privatizzazione da parte di governi precedenti non può più essere revocata, anche se il volere democratico dei cittadini lo richiede.
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16-05-2017

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