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20 settembre Radicale in Corte Costituzionale per un'Italia non nazionalizzata in lingua inglese In evidenza

Il Presidente della Repubblica Mattarella e il Presidente della Corte Costituzionale Grossi (ANSA). Il Presidente della Repubblica Mattarella e il Presidente della Corte Costituzionale Grossi (ANSA).

Un 20 settembre, anziché a Porta Pia, alla Corte Costituzionale per riprenderci l'Italia dalla nazionalizzazione linguistica inglese di atenei e scuole.

Giorgio Pagano (Radicali) scrive ai giudici della Corte Costituzionale.

In merito all’udienza della Corte Costituzionale del prossimo 20 settembre nella quale il collegio giudicante si esprimerà sulla cosiddetta internazionalizzazione (inglesizzazione) attuata dal Politecnico di Milano Giorgio Pagano, esponente del Partito Radicale, ricorda le parole di Umberto Eco in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia in Quirinale “Un dialetto è una lingua a cui è mancata l’università, e cioè la pratica della ricerca e della discussione scientifica e filosofica” . E’ quanto sta avvenendo – sottolinea Pagano – al PoliMi, dove nell'anno accademico 2014/15 su 39 corsi di laurea magistrale 33 sono in inglese e solo 6 in italiano, destinati però a soccombere perché persino chi opera con la doppia lingua, italiano/inglese, viene penalizzato dal Rettore che eroga 90.000 euro solo per i corsi di studio che scelgono l’Ordinamento della laurea magistrale esclusivamente in inglese. Ne consegue che chiunque tolga spazio allo studio in italiano di qualsivoglia materia nell’università, vuole la dialettizzazione della lingua italiana. Svolge un’azione sovversiva tesa alla perdita di sovranità linguistica dell’Italia per consegnarla in mano straniera. Oggi persino extracomunitaria, in quanto con la Brexit, esce anche l’inglese - notificato all’UE dal solo Regno Unito quale lingua ufficiale -, dalle lingue comunitarie. Entra così in cortocircuito anche il sistema della lingua straniera in Italia che ha assegnato all’inglese il ruolo di prima lingua tra le 4 maggiori dell’Unione.

Oltre alla distruzione di una lingua, di una cultura, di un futuro, Giorgio Pagano evidenzia ancora le prevedibili pesanti conseguenze economiche di queste decisioni del Politecnico:  con circa 12.800 iscritti alle lauree magistrali, ipotizzando una media di 26 esami nel biennio per corso di laurea, un solo libro di 20 € per esame, l’84% degli iscritti ai 33 corsi di laurea solo in inglese, la perdita biennale per la sola editoria scientifica italiana ed, evidentemente di tutto il sistema occupazionale di settore e di filiera, è di circa 185.842.800 Euro. È poi da prevedere una futura classe di laureati magistrali docenti nei licei scientifici e tecnologici che insegneranno termini scientifici e tecnici inglesi, innescando un meccanismo perverso che distruggerà per sempre il lessico tecnico-scientifico in lingua italiana.

Basta immaginare – conclude l’esponente radicale - questa cifra aggiunta alle altre risultanti dai vari corsi solo in inglese della molteplici università italiane, delle scuole secondarie, delle materie insegnate solo in inglese col metodo CLIL e, sotto i nostri occhi, l’accecante evidenza è che si sta realizzando è il genocidio linguistico-culturale italiano attraverso l’istruzione.

QUI L'INTEGRALE DELLA LETTERA AL COLLEGIO DEI GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE

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16-05-2017

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